Varato con decreto interministeriale il 5 settembre 2024, poi adottato il 15 ottobre, il fondo di tre milioni di euro di incentivi alla rottamazione dei motori marini a favore dell'acquisto di propulsori elettrici non è stato finora ancora erogabile per la mancanza del provvedimento del direttore generale per gli incentivi.

Ora finalmente la situazione si è sbloccata e giusto in tempo per l'apertura della stagione nautica di massa.

Chiunque desideri acquistare un motore marino elettrico e ne ha uno endotermico da rottamare, potrà accedere agli incentivi esclusivamente nel periodo dall'8 aprile all'8 maggio 2025, presentando l'apposita domanda secondo le prescrizioni indicate nel modulo disponibile dal 27 marzo 2025 sul sito di Invitalia (www.invitalia.it), che è lo sportello incaricato della gestione del flusso di domande che, ricordiamo, saranno gestite in ordine cronologico fino a esaurimento del fondo.

Gil incentivi sono validi per tutti i tipi di motore: fuoribordo, entrobordo ed entrofuoribordo con estensione anche ai pacchi batterie.

I privati possono acquistare fino a due motori con un rimborso fino al 50% del valore speso e comunque non superiore a 8.000 euro.

Tale tetto sale a 50.000 euro se ad acquistare i motori sono le imprese, le quali possono acquistare anche più di due motori.

Per tutti i dettagli sulle quote di rimborso e sui motori soggetti agli incentivi clicca qui e accedi al nostro articolo


Clicca qui per scaricare il Regolamento del direttore generale per gli Incentivi alle Imprese appena diramato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Iron boat è un cantiere di origine svedese nato nel 2019, che in sei anni ha creato una gamma di sette barche fra 6 e 10 metri, tutti declinati nelle versioni open, T-Top e, per quanto riguarda i due modelli di vertice (l'Iron 827 e il 907), anche in versione Coupé . Tutti distribuiti da una rete di vendita presente in 17 Nazioni nel mondo, fra cui anche l'Italia, dove è rappresentata dalla piemontese G-Boats.

Iron 907.

Si tratta di modelli particolari, a metà fra la barca e il gommone, poiché lungo tutto il perimetro dello scafo corre non proprio un tubolare, ma un profilo in gomma alto 30 centimetri. Possiamo comunque definirli dei rib, perché seppur non sia gonfiabile, la parte in gomma svolge l'azione dei tubolari di un gommone.

In ogni caso sono modelli di tipo molto sportivo, non solo nel look, ma anche nella motorizzazione per andare a ricercare le performance più alte, senza comunque nulla togliere al comfort di bordo, come vedremo dalle dotazioni a bordo nella descrizione a seguire.

In sostanza, sono mezzi progettati per dare il pieno divertimento a chiunque sia a bordo: al driver con velocità al limite dei 60 nodi, e agli ospiti a bordo, che possono disporre di una vasta dotazione di sedute, divani e prendisole su cui accomodarsi.

L'origine nordica dei gommoni di Iron è testimonianza di robustezza e solidità, ma si palesa meno nel design, che infatti è più affine ai canoni mediterranei, soprattutto per i modelli aperti, un po' meno per i Coupé.

Si può quindi notare quanto la gamma del cantiere svedese racchiuda tutti i plus progettuali della tradizione nordica, con il bel look del gusto mediterraneo, e con queste prerogative, il cantiere Iron è approdato sul mercato italiano dove, tramite il dealer G-Boats, rende disponibile tutta la sua gamma di rib, ma un particolare focus vogliamo farlo sull'ammiraglia di 9,92 metri, l'Iron 907, perché lo abbiamo visto esposto al Boot di Düsseldorf ed è un rib molto interessante.

In fiera lo abbiamo visto nella versione T-Top, tutto nero e con un fuoribordo Mercury Racing da 400 cv, a testimonianza del suo spirito sportivo, che si esprime anche in una plancia di comando tecnologica, con spazio per due chartplotter da 12 pollici o un widescreen da 15, e con sedili avvolgenti in stile corsa.

Spirito sportivo che può declinarsi in vari livelli, poiché la potenza prevista dei motori rientra nel range da 300 a 500 cv, con una velocità massima raggiungibile di 57 nodi con il Mercury Racing 500R.

Il rib si presenta già con una buona dotazione di serie, ma naturalmente c'è la possibilità di personalizzarlo con ulteriori accessori, tanto che sia il cantiere sia il dealer italiano mettono a disposizione un configuratore online, dove poter definire i colori esterni e aggiungere tutti gli accessori desiderati, con la possibilità di vedere direttamente il prezzo totale del rib.

Iron 907.

Clicca qui per accedere al configuratore online sul sito di G-Boats


A proposito di prezzo, l'Iron 907 T-Top è disponibile in Italia al costo di 96.000 euro, Iva esclusa, con un motore da 300 cv.

A bordo dell'Iron 907

Iron 907.

L'esteso piano di coperta si presenta in tutta la sua versatilità: la dinette poppiera formata da due divani contrapposti e il tavolo nel mezzo, si trasforma velocemente in un prendisole, così come altrettanto si può fare con la seduta a V al vertice di prua, aggiungendo l'apposita appendice per ottenere un piano unico.

Prua.

Sempre a prua, c'è una seduta a due posti incastonata nel cassero, che a sua volta riserva una bella sorpresa: alzandolo scopre un inaspettato vano allestito con un letto a due piazze, sotto cui si nasconde anche un wc chimico.

Forse un po' claustrofobico se si chiude tutto l'ambiente per trascorrere una notte, ma i due oblò laterali aiutano ad ampliare il respiro e poi si può sempre lasciare aperto il portellone, stante il fatto che se si dorme a bordo lo si fa sicuramente più in estate che in autunno o primavera quando le notti sono più fresche.

La scheda tecnica

Lunghezza f.t.8,92 m
Larghezza2,44 m
Dislocamento a vuoto1700 kg
Serbatoio carburante350 l
Persone imbarcabili11
Motore fuoribordo1 da 300 a 500 cv
Velocità massimada 40 a 57 nodi
Omologazione CECat. C

Clicca ed entra nel sito del dealer italiano G-Boats


Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Iron (sito in inglese)


Che cos'è un weekender? È quel tipo di barca a metà fra il cabinato da crociera e la barca open deck, in cui il fulcro della vita a bordo è più concentrato nelle aree all'aperto. È quindi in grado di svolgere adeguatamente entrambe le funzioni, ma tende a privilegiare lo sviluppo del ponte di coperta, lasciando agli spazi interni la sola funzione di alloggio notturno, senza naturalmente trascurare l'estetica e il maggior sfruttamento possibile delle volumetrie. Nel caso del Level 43 ST, possiamo però dire che questo è solo il punto di partenza rispetto a quanto può offrire nella realtà. Principalmente per due motivi.

Level 43 ST.

Anzitutto questa barca di 13 metri nasce in un cantiere, seppur nuovo, ma fondato da due persone, Oswaldo e Bruno Marijuan, che sono stati per lungo tempo alla guida di uno dei più importanti concessionari di imbarcazioni in un Paese come la Spagna, che è bagnata sia dall'oceano Atlantico sia dal mar Mediterraneo. Conoscono quindi perfettamente le tendenze di un mercato animato da navigatori con diversi modi di intendere la barca a motore.

Al centro, il designer Tony Castro con, ai lati, Oswaldo e Bruno Marijuan.

In secondo luogo, il Level 43 ST è progettato dall'inglese Tony Castro, già Designer of the Year 2022, che nel suo lungo corso ha creato imbarcazioni da 10 a 125 metri, quindi uno che sa come trasferire caratteristiche e spazi dei grandi sui piccoli.

Level 43 ST: tradizione e progresso si incontrano su un innovativo weekender spagnolo

Quello presentato al Boot 2025 di Düsseldorf è quindi l'apripista di una nuova evoluzione del weekender, che già ne definisce in modo chiaro i parametri pur senza stravolgerne la natura.

Proprio Tony Castro, infatti, definisce il nuovo Level 43 ST come una barca che: “Rappresenta una sintesi perfetta di innovazione e tradizione. Abbiamo voluto creare un’imbarcazione che non solo soddisfi le aspettative dei diportisti di tutto il mondo, ma le superi, offrendo stile, spazi e comfort che ridefiniscono il concetto di weekender”.

Level 43 ST.

Gli spazi esterni fra murate abbattibili, pozzetto modulabile e "modalità cinema"

Tra gli obiettivi principali c’è palesemente quello di sfruttare al meglio il pozzetto, che infatti può cambiare configurazione in qualsiasi momento, a seconda delle varie esigenze.

Pozzetto con murate abbassate.

Di sicuro non mancano le murate abbattibili, che ormai sono diventate un must per qualunque tipo di barca, grande o piccola che sia. E sul Level 43 ST, una volta abbassate, le sezioni si raccordano su un piano unico con la spiaggetta poppiera, creando di fatto un enorme "beach club", dove all'area calpestabile a filo d'acqua si aggiunge un living con prendisole (con sottostante garage per il tender fino a 220 cm) e dinette direttamente affacciati sul mare.

Pozzetto.

È interessante soffermarsi sulla dinette, perché si struttura su due divani contrapposti con due tavoli quadrati separati al centro, che possono essere estesi e uniti in un'unica grande tavolata per 10 persone. In questo modo si riesce a modulare adeguatamente la zona pranzo sia in maniera ben raccolta per quattro sia ben estesa per 10 persone su un tavolo che copre tutte le sedute dei divani.

Pozzetto.

Anche i divani hanno la loro caratteristica di variabilità, grazie alla possibilità di traslare entrambi gli schienali verso prua o verso poppa per poter essere usati, ora appunto per il convivio a tavola, ora come estensione del prendisole poppiero o perfino come "sala cinema" con le sedute rivolte verso il grande schermo Tv da 55" a scomparsa dietro il mobile cucina.

Mobile cucina e poltrone di pilotaggio.

Nella zona di comando non sfuggono certamente allo sguardo le (ben) quattro sedute ergonomiche in consolle, che portano così a 14 gli spazi a sedere rivolti verso prua, zona che può essere raggiunta in un percorso walkaround sgombro da ostacoli, che "circumnaviga" un ampio prendisole provvisto di schienali reclinabili, tavolino e doppio divanetto.

Gli interni: il leit-motiv è sempre luce e spazi aperti

Il fatto di privilegiare la vita all'aperto, come è tipico dei weekender, non preclude certo a un adeguato comfort degli spazi interni, semplicemente la caratteristica comune è di focalizzarli principalmente per l'uso notturno, o quanto meno, per il riposo in cabina.

Sul ponte inferiore del Level 43 ST, dunque, non c'è un living vero e proprio con la dinette o un salotto, ma ci sono due cabine e un bagno, più la cucina, che comunque è bene che non manchi mai all'interno, per avere sempre autonomia anche in caso di freddo o maltempo.

L'altezza sottocoperta è di due metri e il cantiere propone due possibilità di scelta di configurazione: una è con il letto matrimoniale a prua, che può essere in ambiente open space oppure chiuso in una cabina, a cui si aggiungono due letti singoli a poppa.

La seconda opzione vede invece una dinette prodiera a V, trasformabile in letto a due piazze, più un letto matrimoniale alla francese e uno singolo a poppa. In realtà ci sarebbe anche una terza possibilità, perché se non si desiderano ulteriori letti oltre quello armatoriale, la zona di poppa può essere lasciata libera e usata come vano di stivaggio.

Cabina poppiera del Level 43 ST.

Qualunque sia la scelta, inoltrandosi negli interni del Level 43 ST si resta piacevolmente colpiti dalla buona luminosità, data non solo dalle grandi sezioni vetrate sparse nei punti strategici dello scafo e dei cielini, ma aiutata anche dalla selezione di legni chiari e dall'illuminazione indiretta a Led che corre lungo tutto il perimetro dei cielini di ogni ambiente, diffondendosi così in maniera più omogenea e naturale rispetto alle luci a spot.

Motori, prezzo e performance del Level 43 ST

Postazione di comando del Level 43 ST.

Di fronte ai quattro sedili ergonomici, che sono pure belli da vedere, la postazione di comando del Level 43 ST si presenta con due grandi display multifunzione di casa Simrad, da cui si può gestire in modo intuitivo e intelligente non solo la navigazione, ma anche i motori, gli impianti e le varie tecnologie a bordo.

Doppia scelta pure per i motori. In sala macchine si possono infatti installare due motori Volvo Penta IPS D6 da 350 cv Ips500 oppure due D6 da 480 cv Ips600.

Level 43 ST.

Per quanto riguarda le performance, i test – realizzati a serbatoi pieni – hanno visto il primo nato di casa Level Yachts sfrecciare a 39 nodi con la motorizzazione massima.

Infine, il prezzo del Level 43 ST, che parte da 635.000 euro Iva esclusa, con dotazioni standard e i due motori da 350 cv.


Leggi anche: Per i Volvo Penta D4 e D6 arrivano più potenza e tanti miglioramenti


La scheda tecnica del Level 43 ST

Lunghezza f.t.13,54 m
Larghezza4,00 m
Dislocamento a vuoto11.400 kg
Dislocamento a pieno carico15.000 kg
Serbatoio carburante1.260 l
Serbatoio acqua430 l
Persone imbarcabili12 (Cat. B) - 16 (Cat. C)
Motorizzazione minima2x350 cv Volvo Ips500
Motorizzazione massima2x480 cv Volvo Ips600
Omologazione CeCat. B - C
Level 43 ST.

Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere spagnolo Level Yachts (sito in inglese)


Per una scivolata sul ghiaccio, che gli ha fatto sbattere la testa sul cemento, è morto Paolo Vitelli. Tutto è successo in un lampo nel pomeriggio dell'ultimo giorno del 2024 davanti alla porta del garage nella sua casa in montagna, ad Ayas, nella frazione Champoluc, in provincia di Aosta.

Se ne va uno dei più grandi imprenditori e innovatori della nautica moderna. Un visionario già da studente universitario di Economia, quando nel 1969, a soli 22 anni, fonda la Azimut Srl per il noleggio e la compravendita di barche usate a vela, per trasformarla dopo soli cinque anni in un cantiere produttore di imbarcazioni a motore, che fu inaugurato con il lancio del primo modello flybridge di 13 metri, l'AZ 43 Bali.

Da lì una grande ascesa non solo per la gamma di imbarcazioni che hanno riempito i mari di tutto il mondo, ma anche per l'uomo imprenditore, che nel giro di soli sei anni, nel 1975 ha trasformato la sua piccola azienda in un'industria con una produzione che oggi parte da barche di 13 metri per arrivare fino ai gigayacht di 100 metri, con in mezzo di tutto: barche open, fly, navette, long range, superyacht, megayacht e gigayacht.

Una delle sedi produttive di Viareggio del gruppo Azimut|Benetti.

Il tutto con l'innovazione nel sangue: a Paolo Vitelli si deve l'innovazione dei grandi oblò a murata che oggi sono imprescindibili perfino sui piccoli natanti, ma che furono presentati - non senza un certo scetticismo iniziale da una parte di pubblico - per la prima volta nel 2005 sull'Azimut 62S, il primo modello dell'allora debuttante gamma di hardtop. Fra l'altro, anche in questo caso, Vitelli fu uno dei primi a intuire il boom delle barche open hardtop che sarebbe letteralmente esploso di lì a poco e, dunque, a diversificare la sua produzione, che fino a quel momento, nell'ambito del brand Azimut Yachs, era solo di barche flybridge.

E non è tutto. L'anno prima, proprio su un Azimut, in particolare il Leonardo 98, si è visto "l'embrione" di quello che oggi tutti conosciamo come lo "sport top" (o altre varianti di terminologia simile), ovvero lo sviluppo di una zona sfruttabile come un flybridge sulla superficie superiore dell'hardtop, e sempre sul Leonardo 98, si è scoperto il concetto di connessione fra pozzetto e salone in un unico ambiente per mezzo di una porta totalmente a scomparsa; e ancora, Vitelli ha intuito come il ponte di prua potesse essere sfruttato non semplicemente con la classica superficie prendisole, ma anche come un living vero e proprio, articolato con divani, tavoli e sedie, come in pozzetto.

Azimut Leonardo 98.

Divertente fu la storia raccontata dallo stesso Vitelli in conferenza stampa a Cannes, quando disse che il concept del Leonardo 98 nacque davanti a una bistecca al ristorante con Stefano Righini (il suo designer dell'epoca che si occupava della creatività degli esterni), il quale cominciò subito a disegnarlo su un tovagliolo in base ai primi imput dell'imprenditore torinese.

Arrivano poi gli anni della grande crisi economica mondiale, ma anche qui Paolo Vitelli ha mostrato la sua lungimiranza, perché negli anni prima, ma anche nel pieno della crisi stessa, aveva diversificato la sua attività estendendola alla portualità, con la creazione del Marina di Varazze, all'assistenza e alla manutenzione delle barche mercantili, con l'acquisizione del cantiere Olando a Livorno che poi diventa pure sito produttivo, e tante tante altre attività, anche extra nautiche, che hanno fatto sì che il black out nella vendita delle imbarcazioni di quel periodo, fosse compensato dalle altre sfere di business, che pur nei periodi neri, hanno garantito continuità, e pure crescita, al gruppo Azimut|Benetti, quando moltissimi altri cantieri chiudevano o vendevano ai fondi.

Paolo Vitelli e Giovana Vitelli.
Paolo Vitelli con la figlia Giovanna.

E proprio poco prima di andare via, Paolo Vitelli ha lasciato le sue ultime impronte visionarie, questa volta con il supporto della figlia Giovanna che già da qualche anno ha preso in mano il timone del gruppo aziendale con i suoi 2.200 dipendenti, che si sono espresse nell'Oasis Deck di Benetti (clicca qui per vederla) e nella Fun Island della serie Azimut Seadeck (clicca qui per vederla), le più recenti novità presentate dal gruppo.

Se ne va l'uomo, ma non il suo progresso e ciò che ha lasciato, e di cui oggi molta parte della nautica da diporto ancora ne beneficia. Se c'è un insegnamento che si può trarre alla fine del percorso imprenditoriale di Paolo Vitelli è che se si mantiene la lucidità e la giusta mentalità, si può essere sempre timoniere e comandante della propria azienda, anche quando questa diventa talmente grande da rendere veramente difficile la guida da parte di un solo uomo.


Clicca e scopri di più sugli step più signficativi di Paolo Vitelli e del gruppo Azimut Benetti nel corso della loro storia


La base è una barca con lunghezza fuoritutto di 10,30 metri, ma con uno scafo di 9,14 metri che pone il Tuccoli T295 nella sfera dei natanti senza bisogno dell'immatricolazione; una barca costruita con processi di produzione, che si riconducono a svariate tecnologie, che partono dallo sviluppo del Tuccoli Advance Manufacturing Technology, e che poi si declina in una serie di innovativi processi brevettati e standardizzati su tutti i modelli del cantiere toscano, ognuno identificabile da una specifica sigla (Tsl, Tap, Tds, Tmd, Tph), a cui si integrano anche le tecnologie di aziende partner specializzate.


Clicca qui per guardare le specifiche di ogni processo produttivo sul sito ufficiale di Tuccoli Boats


Da qui si apre un mondo di scelte e personalizzazioni non solo del modello di proprio gradimento fra il fisherman (T295 VM) e il Cruiser (T295 SF Montecristo), ma anche degli allestimenti a bordo, al punto che ognuno può arricchire o adattare il proprio modello autonomamente attraverso il configuratore online in 3D, che è disponibile sul sito tuccolifishingboats.com (clicca qui per accedere direttamente).

Qualunque sia la versione di preferenza, si può contare su una barca motorizzata con uno o due fuoribordo, per una potenza massima di 600 cv e una velocità di punta intorno ai 40 nodi.

Entrambi i modelli dispongono anche di un layout interno suddiviso in una o due cabine, a seconda della versione, più il bagno con doccia separata. Sul ponte di coperta, invece, al di là delle differenze di pozzetto che vedremo più avanti, le due barche sfoggiano una superficie prendisole imbottita comoda per due persone e altrettanto comoda da raggiungere da poppa attraverso passavanti adeguatamente larghi, che sono resi ancor più sicuri nel transito grazie a un mancorrente lungo il tettuccio e alla protezione della classica battagliola.

Leggi anche: Tutti i vantaggi di NautiRent, per godere di una barca Tuccoli col noleggio a lungo termine

Tuccoli T295 VM, il fisherman d'azione

L'organizzazione degli spazi a bordo è una questione fondamentale per una barca da pesca, non solo in termini di libertà di movimento da parte degli angler, ma anche di possibilità di installare nei punti giusti l'attrezzatura e gli impianti necessari a questa attività e ricavare altri spazi per riporre il pescato e gli strumenti a riposo.

Layout di coperta del Tuccoli T295 VM.

Il Tuccoli T295 VM rivela una sapiente progettazione in questo senso, infatti rispetto alla versione SF Montecristo, ha un pozzetto totalmente calpestabile nella zona poppiera, dove le murate sono anche ribassate per favorire l'imbarco e il combattimento col pesce. Non mancano poi le vasche per il vivo e per il pescato ricavate nello specchio di poppa e i portacanne dislocati nei vari punti strategici.

Tuccoli T295

Le stesse murate si rialzano sinuosamente in corrispondenza della sezione centrale, dove si trova il living con la dinette, la cucina, due poltrone rivolte verso poppa e gavonate, oltre naturalmente la postazione di comando.

Layout di coperta del Tuccoli T295 VM.

Sotto questo living si articola l'ambiente interno che, in una logica di barca più da vivere all'aperto per le attività sportive, lascia spazio a un solo ambiente open space allesito con una dinette prodiera trasformabile in letto matrimoniale, più il bagno separato.

Layout sottocoperta del Tuccoli T295 VM.

Una seconda cabina ci sarebbe pure stata, ma su un fisherman conta di più avere spazi liberi per lo stivaggio ed ecco che nella zona centrale il T295 VM offre un gavone della stessa volumetria di una cabina con l'estensione su tutto il baglio.

Il Tuccoli T295 VM costa 159.000 euro + Iva al listino prezzi 2025, con le dotazioni standard e franco cantiere.

Tuccoli T295 SF Montecristo, il cruiser comodo e performante

Questo modello è più orientato alle crociere e ha tutte le caratteristiche del VM descritto sopra con differenze più che altro nel pozzetto e nel layout sottocoperta.

Layout di coperta del Tuccoli T295 SF Montecristo.

Nel primo caso, il pozzetto è allestito con una dinette a L, posizionata nell'angolo di dritta, con il tavolo che raggiunge anche la poltrona rivolta verso poppa per guadagnare una seduta in più.

Layout di coperta del Tuccoli T295 SF Montecristo.

Sottocoperta, invece, la suddivisione è pensata per favorire un'accoglienza notturna più comoda per poter soggiornare a bordo per periodi più prolungati e con due persone in più rispetto alla versione VM.

Layout sottocoperta del Tuccoli T295 SF Montecristo.

Il layout interno è infatti diviso in due cabine con letti matrimoniali, dove quello prodiero è fisso e non ricavato dalla dinette come quello del modello fisherman. Rimane il bagno con la doccia separata.

Il Tuccoli T295 SF Montecristo costa 189.000 euro + Iva al listino 2025 con le dotazioni standard e franco cantiere.

La scheda tecnica del Tuccoli T295

Lunghezza f.t.10,30 m
Lunghezza di omologazione9,14 m
Larghezza3,14 m
Immersione0,60 m
Dislocamento6970 m
Serbatoi carburante2x290 l
Serbatoio acqua150 l
Motori (fuoribordo)2x300 cv / 1x600 cv
Persone imbarcabili8 (cat. B) - 10 (cat. C)
Omologazione CeB / C
Tuccoli T295.

Clicca ed entra nel sito ufficiale di Tuccoli Boats


Se la versione fly si è fatta apprezzare per il suo ottimo sfruttamento degli spazi, il nuovo modello con l'hardtop, che è ugualmente lungo 12,41 metri, si presenta come la naturale evoluzione. Pur con un ponte in meno, lo Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé rimane infatti una barca ideale per chi ama le crociere in buona compagnia o naviga con la famiglia al completo.

Questo perché anzitutto nasce in una nazione, la Francia, dove è tradizione dei diportisti trascorrere intere giornate e nottate a bordo con tutta la famiglia anche su piccole pilotine (ecco perché queste rientrano nella stessa gamma Merry Fisher insieme ai cruiser più grandi), e poi perché, proprio come il modello fly, anche il 1295 Coupé è in grado di offrire fino a otto posti letto.

Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Insomma, che sia grande o che sia piccola la barca, dove si può ricavare spazio per un letto, state sicuri che ce lo troverete, ma il nuovo Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé è ancora di più.

Gli spazi esterni dello Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Anche nelle aree esterne lo spazio abbonda. L’assenza di un ulteriore area all’aperto vivibile sul ponte superiore punta a offrire una barca più snella rispetto alla versione fly, e a concentrare di conseguenza la vita più sul ponte principale.

Qui, infatti, si evidenzia la continuità fra pozzetto e salone, che massimizza la vivibilità di entrambi gli ambienti, perché possono essere sfruttati contemporaneamente da più ospiti, senza che rimangano nettamente separati, tanto più che la cucina fra la dinette esterna e quella interna riesce a essere funzionale a entrambe, senza interrompere il contatto fra chi è in un ambiente e chi nell'altro.

Pozzetto dello Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Il pozzetto, oltre a essere già spazioso di suo, può ampliare ulteriormente la sua superficie grazie alla ormai immancabile sezione abbattibile della murata, che qui è solo sul lato di dritta.

Questa permette di disporre anche di una piattaforma bagno sospesa sul mare, e dotata pure di scaletta bagno, che sopperisce a quella mancante a poppa, che è occupata dai fuoribordo, anche se in realtà rimangono sempre le due sezioni ai lati dei motori sempre utilizzabili per i tuffi o l'accesso al mare.

Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

A proposito di motori, come tutta la gamma Merry Fisher, anche il 1295 Coupé è equipaggiato con i fuoribordo. Ne può montare tre per una potenza massima di 300 cv ciascuno.

Una nota di merito, infine, va anche al prendisole prodiero, che è dotato di schienale e braccioli, per poterlo usare sia per stendersi completamente sia per star seduti come su una chaise-longue.

Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé
Zona prodiera esterna dello Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Gil spazi interni dello Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Abbiamo visto che una delle pecualiarità dei diportisti francesi è l’attitudine a navigare in gruppi numerosi, quindi è facile trovare barche relativamente piccole con tanti posti letto ed è proprio il caso di questa barca coupé di 12,41 metri, che infatti è in grado di ospitare fino a otto persone per la notte.

Cabina prodiera.

Sei trovano posto nelle tre cabine sottocoperta, mentre altri due possono alloggiare altrettanto comodamente nella dinette in salone, che è convertibile in letto a due piazze. I bagni sono due.

La scheda tecnica dello Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Lunghezza f.t.12,41 m
Lunghezza di omologazione11,92 m
Larghezza3,80 m
Immersione0,90 m
Dislocamento a vuoto e senza motori7.789 kg
Serbatoio carburante1.174 l
Serbatoio acqua400 l
Motori max3x300 cv
Cabine3
Jeanneau Merry Fisher 1295 Coupé

Scopri anche la versione fly del Merry Fisher 1295 nel nostro articolo


Clicca ed entra nel sito ufficiale di Jeanneau (sito in italiano)


Navigare è bello e se lo si fa con stile lo è ancora di più. Sono tanti i marchi di abbigliamento storicamente associati alla vela e poi mutuati al motore, ma ce ne sono altri, come Knots 1852, che non nasce con un'identità specifica per una sfera o l'altra della nautica, ma è trasversale e quindi può rispecchiare appieno la personalità di chi alla randa preferisce l'entusiasmante rombo dei motori a poppa.

Dimostrazione ne è che uno degli "ambassador" di riferimento di Knots 1852 è Maurizio Bulleri, uno dei personaggi più di spicco nel mondo della nautica a motore, a cui l'azienda ha dedicato una linea di T-Shirt firmate da lui in edizione limitata.

Maurizio Bulleri.

Il brand può far pensare a un'azienda stranaiera, invece è totalmente italiana (della provincia di Torino) e proprio per questo unisce tutta l'artigianalità del made in Italy con uno stile senza confini legato alle atmosfere marinare.

Le collezioni sono specifiche per capispalla e T-Shirt e nascono per abbracciare tutti i gusti per uomo, donna e ragazzi. Inoltre, insieme allo stile e ai materiali tecnici, badano molto anche alle fibre naturali, come il cotone biologico, e quelle riciclate, come i tessuti bi-stretch, per evitare sovra produzioni e dare così il proprio contributo, piccolo o grande che sia, nel riportare l'ambiente in buona salute.

Artigianalità, stile, ma anche tanta tecnica, che non si vede a occhio nudo, perché è il corpo ad accorgersi della qualità: tessuti traspiranti, elasticizzati, resistenti all'acqua, trattati con tecnologia antibatterica e cuciti tutti a mano, sono alla base di ogni capo d'abbigliamento di Knots 1852.

Sebbene nasca come abbigliamento da barca, tutta la collezione è perfettamente a proprio agio anche nei contesti urbani, per un lifestyle personalizzato che fa subito riconoscere chi li indossa come appassionati di mare e di navigazione anche lontano dalle barche.

In particolare, le T-Shirt sono in cotone morbido e resistente e c'è un modello che ha un taschino in petto che spicca per un colore diverso, che può anche essere stampato con scritte o loghi, per dare un tocco di originalità in più, tanto che proprio queste sono state selezionate per creare una linea esclusiva e limitata di T-Shirt by Maurizio Bulleri.

Tanta qualità, tecnica e originalità sono disponibili a prezzi perfettamente allineati ai trend del mercato, dove una giacca sailor da uomo, con tessuto riciclato bi-stretch, traspirabile, antibatterico e impermeabile con cuciture termonastrate è a listino a 440 euro (380 per la linea donna). Le magliette vanno da 40 a 54 euro e tutti i capi di abbigliamento possono essere personalizzati con le stampe di proprio gradimento.

Clicca qui per vedere, ed eventualmente acquistare, tutta la collezione di capispalla e T-Shirt di Knots 1852


Con tutte le fiere internazionali che ogni anno da inizio settembre si susseguono a ritmo serrato, non è certamente un caso che Hertz Marine abbia aspettato proprio l'apertura ai primi di ottobre della fiera più importante nell'ambito dell'innovazione nell'industria nautica, l'Ibex Boat Show di Tampa, per presentare il suo nuovo processore di segnale digitale Hertz H16 DSP A2B specificamente progettato per la nautica.

Si tratta di un innovativo sistema che, integrando il protocollo A2B, è in grado di trasmettere il suono in maniera completamente digitale e, per questo, può riprodurre le tracce audio in alta risoluzione e più precisamente a 24 bit/96 kHz.

Hertz H16 DSP A2B

Proprio come accade per le immagini, che più risoluzione hanno più sono nitide nei dettagli, alla stessa stregua, più l'audio è definito digitalmente e più è facile percepirne i dettagli , come per esempio sentire più nettamente le singole note nella musica o percepire le piccole sfumature che il musicista imprime sullo strumento nei vari passaggi del brano.

Se questa è una cosa quanto mai apprezzabile in un ambiente domestico, ancor di più lo è sulle barche, dove la diffusione delle tracce audio molto spesso deve fare i conti con gli onnipresenti rumori ambientali (compresi i motori), per non parlare degli spazi aperti a bordo, dove ci sono ancora più possibilità di dispersione del suono.

Tanta qualità audio, molta personalizzazione e poca fatica per l'installazione

Il processore digitale Hertz H16 DSP A2B è compatibile con i display Oem (acronimo di Original Equipment Manufacturer, che sta a indicare i display originali di altri brand produttori) e naturalmente con tutte le sorgenti Herz di ultima generazione, per massimizzare la qualità dell'audio a bordo delle imbarcazioni. In più, può gestire fino a 16 canali per offrire un buon margine di personalizzazione del sistema.

Plancia di comando Ranieri Cayman 33.0 con sistema audio Hertz.

Personalizzazione che, grazie al software DSP e alla fonte audio ad alta risoluzione, si amplia anche alla gestione diretta dell'audio, con molte possibilità di configurazione del suono in base ai diversi ambienti della barca, per garantire sempre la più alta qualità di diffusione sia in ambienti chiusi sia nelle zone all'aperto, sia a barca ferma sia in navigazione.

Ma un'altra peculiarità decisamente apprezzabile di questo sistema è la semplificazione dell'installazione. Tutto è infatti progettato per ridurre al minimo il cablaggio, anzitutto perché si eliminano i cavi analogici e poi perché l'amplificatore può essere installato più vicino alle fonti di alimentazione.

Inoltre, la facilità di connessione con i display già posizionati originariamente a bordo non richiede ulteriori installazioni di altre componenti aggiuntive.

Scopri nel nostro video come nascono, come vengono testati e cosa possono fare i sistemi audio Herz Marine


Clicca ed entra nel sito ufficiale di Hertz Marine


Chi meglio del cantiere che le ha prodotte può restaurare le barche usate e riportarle a nuovo splendore? Con questa idea nasce Apreamare Refit, il nuovo servizio del cantiere napoletano dedicato esclusivamente alle sue imbarcazioni.

È l'ideale per gli armatori che vogliono donare nuova vita alla propria barca per continuare a tenerla negli anni a venire, ma è un servizio perfetto anche per chi ha trovato l'occasione di un buon usato e vuole riportarlo a nuovo o magari anche solo personalizzarlo con arredi e rifinimenti più moderni.

Una volta affidata la propria barca ad Apreamare Refit, i tempi di attesa per la riconsegna non si profilano lunghissimi, perché tutte le attività si svolgono all'interno del cantiere Apreamare a Torre Annunziata, in un capannone di oltre 3.000 mq, che permette la lavorazione fino a cinque barche contemporaneamente.

Dalla sostituzione del teak sul ponte di coperta alla verniciatura, dalla sostituzione dei mobili fino al cambio della tappezzeria e dei rivestimenti interni ed esterni, oltre agli impianti e ai sistemi di navigazione, ogni attività è svolta dalla maestranze e dai tecnici specializzati del cantiere Apreamare, gli stessi che svolgono la loro professione anche nei reparti produttivi, da cui finora sono uscite 2.000 imbarcazioni naviganti in tutto il mondo.

Leggi anche il nostro articolo sull'Apreamare Gozzo 38 Cabin, un'altra delle novità 2025 di Apreamare.

L'Apreamare Gozzo 38 Cabin.

Cataldo Aprea, Presidente di Apreamare, si dice orgoglioso di questa nuova divisione Apreamare Refit, che: "Nasce da una richiesta del mercato, che testimonia il prestigio delle nostre imbarcazioni che solcano i mari di tutto il mondo. Un ringraziamento speciale va a tutte le maestranze Apreamare che lavorano ogni giorno con impegno e cura per continuare a offrire un prodotto di altissimo livello”.

Clicca qui per entrare direttamente nella pagina Apreamare Refit sul sito ufficiale del cantiere


Con l'adozione del decreto interministeriale (Imprese, Ambiente, Infrastrutture, Economia) sono partiti, almeno sulla carta, gli incentivi alla rottamazione dei propulsori endotermici in favore dell'acquisto di motori elettrici per la nautica da diporto.

Sono inclusi tutti i tipi di motore: fuoribordo, entrofuoribordo, entrobordo, Pod con estensione perfino ai pacchi batterie. I limiti sono nel quantitativo di motori che si possono acquistare pro capite e ovviamente nell'erogazione dei soldi per ogni motore.

Il fondo è di tre milioni di euro ed è alla portata sia dei diportisti privati sia delle imprese che offrono servizi attraverso l'uso di una barca, a patto che l'acquisto avvenga nel 2024, perché tale è la scadenza prevista nel decreto.

Motore elettrico Yamaha Harmo.

Tutto bello, peccato che siamo a metà ottobre e non sono ancora stati stabiliti né le modalità di erogazione né i termini di presentazione delle domande e, considerati i tradizionali tempi burocratici delle nostre Istituzioni, resta da sperare o in un eccezionale provvedimento lampo o in un'estensione degli incentivi al 2025. Quello che invece è già stato stabilito sono le regole per accedere al fondo.

Chi può accedere agli incentivi 2024 per i motori elettrici marini e cosa viene erogato

Anzitutto il contributo è a fondo perduto ed è prevista in linea generale la possibilità di comprare massimo due motori elettrici, con un contributo massimo del 50% ma fino a 8.000 euro se l’acquirente è un privato, e di più motori fino a un importo totale di 50.000 euro se chi compra è un’impresa.

Motore elettrico entrobordo.

All'interno di queste due macro direttive, il decreto scende più nel dettaglio e prevede che per i motori fuoribordo elettrici dotati di batteria integrata e con potenza fra 0.5 e 12 kW, il contributo sia di 2.000 euro per ogni motore, mentre per i fuoribordo con batteria esterna, gli entrobordo, gli entrofuoribordo e i propulsori con i Pod, il contributo sia di 10.000 euro ciascuno.

Come presentare la domanda per ottenere il contributo (quello che si sa finora)

È bene precisare subito che le domande saranno evase in base all'arrivo cronologico fino a esaurimento del fondo.

Ogni persona o impresa può presentare la propria istanza una sola volta, indicando la quantità di motori che intende acquistare, e può farla esclusivamente online tramite il sito www.mimit.gov.it (clicca qui per accedere al sito).

Va da sé che i richiedenti gli incentivi devono essere stabiliti nel territorio italiano e nel pieno godimento dei diritti civili e di non essere preclusi alle agevolazioni finanziarie pubbliche.

Intanto per ora non si può fare niente, perché bisogna attendere il provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi, sperando che si pronunci entro i prossimi 79 giorni che ci separano dal 31 dicembre 2024, data prevista di scadenza dell'erogazione dei contributi per l'acquisto dei motori elettrici marini.


Clicca qui per leggere il decreto interministeriale del 5 settembre 2024 - Fondo per l'incentivo della nautica da diporto sostenibile


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